LO YOGA DI CUI MI SONO INNAMORATA.... E LA CICCETTA MOLLE DEI BIMBI

 LO YOGA DI CUI MI SONO INNAMORATA

e la "ciccetta molle dei bimbi"


Quando, per la prima volta, ho visto praticare l'ashtanga yoga,... ZING sono rimasta folgorata. 

Una vocina dentro  di me ha detto: "Lo voglio fare anch'io, voglio arrivare fin lì...". Non so se fosse quella della ragazzina cresciuta a Mimì (che si allenava con le catene ai polsi) o quella affezionata a Rocky, ma una cosa è certa, lei l'aveva capito ancor prima di me... Lei aveva visto la bellezza di questo stile preciso, rigoroso, con la sua respirazione vigorosa, nasale, rumorosa e che non permette distrazioni. Aveva capito anche che non sarebbe stato facile, soprattutto per una come me che le braccia non le ha mai allenate in 40 anni e che quindi aveva solo la "ciccetta molle dei bimbi".

Devo dire che nemmeno la partenza è stata semplice. Fortunatamente sono testarda, anzi determinata, che suona meglio, perchè, quando tremi anche solo facendo i piegamenti sul tappetino, partire dalle basi non basta. Così mi sono rimboccata le maniche e sono partita dalle basi delle basi, come mostrano i miei video. E ce l'ho fatta, e ce la sto facendo... Non so se il mio percorso mi porterà ad eseguire la posizione del corvo o quella dello scorpione, ma ho ottenuto dei risultati per me impensabili. 

Quello che voglio dire è NON ARRENDETEVI, non fatevi scoraggiare dalle difficoltà iniziali. Perché ci saranno, sappiatelo.

Spero che il mio percorso aiuti altre persone ad avvicinarsi a questo meraviglioso mondo, che può spaventare, vero, ma che è diventato il mio "porto sicuro". In un momento così particolare, così instabile, pieno di incertezze c'è bisogno di qualcosa di fermo e forse sempre uguale... Un "luogo sicuro" in cui essere sé stessi e abbandonarsi, ma che, allo stesso tempo, permetta di porsi nuovi obiettivi, di mettersi in gioco, di sfidarsi, di superare i propri limiti. Insomma di mostrarci  che "CE LA POSSIAMO FARE", un piccolo passo alla volta, lasciando andare i pensieri negativi  con le gocce di sudore sul tappetino.

Alla fine lo scopo dell'ashtanga non sono le asana perfette, ma la concentrazione sulla propria interiorità, rivolgere lo sguardo dentro di sé per conoscersi e apprezzarsi. E la fatica, in questo, aiuta...

Dicono che per progredire possano occorrere anni di pratica. 

Non so voi, ma personalmente non ho altri obiettivi a cui sento di volermi dedicare. 

Anzi, vi dirò di più. Non ho nessuna intenzione di trovarne altri. 

Sto benissimo così. 


Namastè

Buona pratica

Ale


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